Oggi sono passata in libreria.
Volevo comprarmi un libro.
"Il manifesto del partito comunista" per l'esattezza.
Perchè?
Perchè mi sono sempre ritenuta di sinistra ma non l'ho mai letto.
E per sinistra intendo QUASI Marxista.
Amo la Rivoluzione Russa.
Adoro tutto ciò che ho studiato su Lenin.
Peccato che tutto ciò che so è legato alla scuola.
Non mi sono MAI informata veramente.
Forse è arrivata l'ora che dite fantasmi?
Ma non era di questo che volevo parlarvi.
Ma di quell'odore.
Vi spiego.
Passavo con lo sguardo da un volume all'altro.
Autori.
Titoli.
Mille colori.
Mille dimensioni.
E poi quel profumo.
Non era l'odore della carta
Non era l'odore di quel libro nuovo che abbiamo sul comodino
O di quello usato che non apriamo da tempo.
No.
Era il profumo del mio prof di filosofia.
Un uomo alto con i capelli bianchi.
Un uomo che dava a tutti del Lei.
Un uomo che sorrideva poco e aveva gli occhi azzurri.
Un uomo che tutti rispettavano.
Un uomo che portava sempre con sè una borsa marrone piena di libri.
Mi ha insegnato molto.
Mi ha fatto innamorare della filosofia.
Eppure ero troppo impegnata a leggere di vampiri.
Quel profumo mi ha fatto tornare indietro nel tempo.
A quegli anni.
In terza superiore
In quarta superiore.
Gli anni dell'adolescenza
Il dolore che provavo.
La paura
L'ansia
Gli amori.
Amore strazianti e profondi
Robin Hood.
Forse il più viscerale e il più malato.
E poi penso al quel prof.
A quell amore incondizionato e non malizioso.
Ero innamorata della sua conoscenza.
Dei suoi sorrisi di approvazione
Dei suoi " Hai fatto un buon lavoro"
E nonostante i litigi e le arrabbiature e qualche volta anche urla.
Ero felice quando arrivava l'ora di filosofia.
Un post per dirvi due cagate.
P.S : finalmente sono 56kg
martedì 2 settembre 2014
sabato 30 agosto 2014
12.L'isola che non c'è
Buongiorno fantasmi.
Ho deciso di riprendere a scrivere.
Ho deciso di raccontarvi cosa ho in testa.
Per lasciare una traccia.
Per lasciarMI una traccia.
Ultimamente (forse no?) mi sento stupida.
Mi sento ignorante.
Sento che mi mancano delle basi importanti.
Sento che molte cose che ho sempre pensato possano essere davvero messe in discussione.
Il problema principale è che non sono in grado di informarmi.
Non so come.
Non so dove.
Vorrei tanto discutere rimanendo sicura nella mia posizione.
Vorrei che mi guardassero come una ragazza che sa.
Con cui è bello parlare.
Mi piacerebbe camminare per il bosco in un pomeriggio autunnale.
Il suono di un fiume in lontananza.
Il profumo di foglie secche
Di terreno bagnato.
Osservare e con gli occhi e scorgere qualche strano animale sopra una corteccia d'albero.
E avvicinare il naso
Guardarlo da vicino senza avere paura
E scoprire a cosa servono quelle zampette
La tua voce.
E i tuoi occhi felici.
vorrei mi prendessi il viso tra le mani.
Vorrei che ridendo mi dicessi che una volta l'hai letto su un libro.
Che una sera alla televisione hanno fatto un servizio.
E vorrei mi raccontassi.
E vorrei parlarti.
E vorrei starti vicino.
Abbracciarti.
Sentire il tuo profumo.
E sarebbe un profumo buono, uno di quelli che sa di vita.
Un profumo dolce e pungente che ti entra dentro.
E che poi resta lì.
E diventa un casino quando poi, dopo anni, lo risenti per la via.
Vorrei poi mi prendessi per mano e mi portassi proprio lì.
Tra quella quercia e quella roccia
Tra le foglie passi quella manciata di raggi che rendono quell'angolo di bosco il più magico.
E vorrei mi baciassi.
E chissà come mi baceresti.
Chissà come mi sfioreresti la pelle.
Ed ora immaginare mi fa troppo male.
Un male assurdo ed insensato ma comunque male.
Anche perchè non accadrà.
Non mi parlerai.
Non mi bacerai.
Non mi racconterai.
Non ti aprirai mai con me.
Non ti conoscerò mai.
Eppure mi manchi.
Notte fantasmi.
Ho deciso di riprendere a scrivere.
Ho deciso di raccontarvi cosa ho in testa.
Per lasciare una traccia.
Per lasciarMI una traccia.
Ultimamente (forse no?) mi sento stupida.
Mi sento ignorante.
Sento che mi mancano delle basi importanti.
Sento che molte cose che ho sempre pensato possano essere davvero messe in discussione.
Il problema principale è che non sono in grado di informarmi.
Non so come.
Non so dove.
Vorrei tanto discutere rimanendo sicura nella mia posizione.
Vorrei che mi guardassero come una ragazza che sa.
Con cui è bello parlare.
Mi piacerebbe camminare per il bosco in un pomeriggio autunnale.
Il suono di un fiume in lontananza.
Il profumo di foglie secche
Di terreno bagnato.
Osservare e con gli occhi e scorgere qualche strano animale sopra una corteccia d'albero.
E avvicinare il naso
Guardarlo da vicino senza avere paura
E scoprire a cosa servono quelle zampette
La tua voce.
E i tuoi occhi felici.
vorrei mi prendessi il viso tra le mani.
Vorrei che ridendo mi dicessi che una volta l'hai letto su un libro.
Che una sera alla televisione hanno fatto un servizio.
E vorrei mi raccontassi.
E vorrei parlarti.
E vorrei starti vicino.
Abbracciarti.
Sentire il tuo profumo.
E sarebbe un profumo buono, uno di quelli che sa di vita.
Un profumo dolce e pungente che ti entra dentro.
E che poi resta lì.
E diventa un casino quando poi, dopo anni, lo risenti per la via.
Vorrei poi mi prendessi per mano e mi portassi proprio lì.
Tra quella quercia e quella roccia
Tra le foglie passi quella manciata di raggi che rendono quell'angolo di bosco il più magico.
E vorrei mi baciassi.
E chissà come mi baceresti.
Chissà come mi sfioreresti la pelle.
Ed ora immaginare mi fa troppo male.
Un male assurdo ed insensato ma comunque male.
Anche perchè non accadrà.
Non mi parlerai.
Non mi bacerai.
Non mi racconterai.
Non ti aprirai mai con me.
Non ti conoscerò mai.
Eppure mi manchi.
Notte fantasmi.
martedì 15 aprile 2014
11. E così bella..chissà se smetterà.
Molto che non scrivo.
Ma non credo di esservi mancata.
Non credo qualcuno abbia notato la mia assenza.
Sono giorni strani questi.
Tra poco è Pasqua e tornerò a casa.
E sinceramente un pò non vedo l'ora.
Verrà anche G.
Qui a Torino va.
Nonva bene.
Ma non va neanche male.
La città mi piace.
C'è una cosa che mi fa particolarmente star bene.
Ci sono attimi in cui riesco a tornar bambina.
Uno scorcio sul parco.
Un albero.
Un fiore.
La luce nel parco.
Una formica.
Ed eccomi lì a giocare con la terra e parlare con le fate.
Era un bel gioco quello.
Mi rifugiavo in un modo in cui ero almeno un pò speciale.
In cui qualcuno giocava con me.
In un mondo in cui non ero sola.
E allora ogni albero diventava l'entrata del mio regno.
Ogni foglia era un indizio che i miei genitori elfi mi stavano cercando.
Ogni pietra un pò particolare era un amuleto da usare contro i cattivi.
E me lo ricordo bene quel mondo.
Mi ricordo i profumi
I suoni.
La vita in quel piccolo pezzetto di cielo che poi era la mia ancora di salvezza.
Mi manca un pò.
Ora non posso tornare in quel posto e stare bene.
Ora devo stare in questa casa su questi libri
a cercare lavoro
A studiare
e a fare quello che devo fare.
E allora la sera prendo il tabacco.
Con un pezzo di carta faccio un bel filtro a M
Due cartine corte
E un pò della mia nuova ancora di salvezza.
La porta per poter scorgere da lontano quel mondo incantato in cui stavo bene.
C'è solo una paura che mi tormenta.
Non ne uscirò più.
Ah.
Il mio peso è a puttane.
Ma non credo di esservi mancata.
Non credo qualcuno abbia notato la mia assenza.
Sono giorni strani questi.
Tra poco è Pasqua e tornerò a casa.
E sinceramente un pò non vedo l'ora.
Verrà anche G.
Qui a Torino va.
Nonva bene.
Ma non va neanche male.
La città mi piace.
C'è una cosa che mi fa particolarmente star bene.
Ci sono attimi in cui riesco a tornar bambina.
Uno scorcio sul parco.
Un albero.
Un fiore.
La luce nel parco.
Una formica.
Ed eccomi lì a giocare con la terra e parlare con le fate.
Era un bel gioco quello.
Mi rifugiavo in un modo in cui ero almeno un pò speciale.
In cui qualcuno giocava con me.
In un mondo in cui non ero sola.
E allora ogni albero diventava l'entrata del mio regno.
Ogni foglia era un indizio che i miei genitori elfi mi stavano cercando.
Ogni pietra un pò particolare era un amuleto da usare contro i cattivi.
E me lo ricordo bene quel mondo.
Mi ricordo i profumi
I suoni.
La vita in quel piccolo pezzetto di cielo che poi era la mia ancora di salvezza.
Mi manca un pò.
Ora non posso tornare in quel posto e stare bene.
Ora devo stare in questa casa su questi libri
a cercare lavoro
A studiare
e a fare quello che devo fare.
E allora la sera prendo il tabacco.
Con un pezzo di carta faccio un bel filtro a M
Due cartine corte
E un pò della mia nuova ancora di salvezza.
La porta per poter scorgere da lontano quel mondo incantato in cui stavo bene.
C'è solo una paura che mi tormenta.
Non ne uscirò più.
Ah.
Il mio peso è a puttane.
venerdì 21 marzo 2014
Viaggiare
Chiudo gli occhi.
Dondolio del treno sulle rotaie.
Il suono della velocità.
La testa gira.
Il vino sale.
E io sorrido.
Con gli occhi chiusi io sorrido.
Sono Alice persa nel paese delle meraviglie.
Rincorro il bianconiglio che é veloce come un treno.
E mentre corro per raggiungerlo la terra trema, si muove, mi dondola.
E c'é un gran vento.
"signor Bianconiglio, dove corre signor Bianconiglio"
Ma il rumore diventa più forte.
tututututututurutu
Il terreno trema fino a farmi cadere.
Il Bianconiglio é sparito
Un vortice l'ha risucchiato
Apri gli occhi
il mio Bianconiglio ê stato inghiottito dalla realtà
Io sono sola
Io Non sono Alice
Non ci sono conigli con il panciotto che corrono
Ci sono solo io cicciona schifosa su un treno regionale
Buonanotte fantasmi
Dondolio del treno sulle rotaie.
Il suono della velocità.
La testa gira.
Il vino sale.
E io sorrido.
Con gli occhi chiusi io sorrido.
Sono Alice persa nel paese delle meraviglie.
Rincorro il bianconiglio che é veloce come un treno.
E mentre corro per raggiungerlo la terra trema, si muove, mi dondola.
E c'é un gran vento.
"signor Bianconiglio, dove corre signor Bianconiglio"
Ma il rumore diventa più forte.
tututututututurutu
Il terreno trema fino a farmi cadere.
Il Bianconiglio é sparito
Un vortice l'ha risucchiato
Apri gli occhi
il mio Bianconiglio ê stato inghiottito dalla realtà
Io sono sola
Io Non sono Alice
Non ci sono conigli con il panciotto che corrono
Ci sono solo io cicciona schifosa su un treno regionale
Buonanotte fantasmi
sabato 1 marzo 2014
10. gocciola l'anima sciolta a metà.
Buongiorno fantasmi. sono su un treno
Sul treno che mi riporta a casa.
A Torino insomma.
Ieri psicoterapia
Incontro piuttosto interessante.
piuttosto pesante piuttosto traumatico
piuttosto distruttivo
'in te il tema della bugia e della verità è molto frequente. Come mai? '
e io che né so.
'perché la gente ti frega.
Vuole sempre qualcosa in cambio. L'uomo vuole sesso e la donna bè.. qualcosa vuole sempre anche la donna.
Bisogna sempre aspettarsi delle bugie dagli altri.
E scoprire la verità in base ai loro errori. '
'quindi nessuno è credibile? '
'Bè no! '
'Ora mi rendo conto che deve essere doloroso vedere bugie ovunque. Nessuno è più credibile. Ora si capisce perché non ti senti mai amata '
SBAM
'Però sai che le persone non sono così? Quando un rapporto finisce non significa che tutto quello che c'è stato prima sia una menzogna. Anche il nostro rapporto finirà ma questo non significa che io non ci tenga. '
ora non so se voi fantasmi la pensiate come me ma io sono CONVINTA che lei non ci tenga
Nel senso io sono una paziente per di più una paziente NOIOSA
Paziente e niente di più
Magari le sto pure antipatica.
il fatto è che sono sola.
in un mondo di bugiardi in un mondo che non vuole chi non da nulla in cambio
un mondo che vuole sempre qualcosa.
un mondo che ti uccide ogni giorno
e in tutta questa merda ci sono anche io che gioco a questo gioco maledetto.
(SOPRAV)vivendo come posso circondandomi di bugie
creando un mondo di bugie che mi scavano l'anima ma a cui non posso fare a meno.
sono la causa del mio male.
Estirpatemi da me stessa.
sono io stesa il mio cancro.
Non sono guaribile
Non sono normale non potrò mai esserlo.
sto scrivendo dal telefono e sono molto negata.
Quindi qui sotto ci sono frasi che non riesco a cancellare.
tutto quello che dtavolta pimae ai
Sul treno che mi riporta a casa.
A Torino insomma.
Ieri psicoterapia
Incontro piuttosto interessante.
piuttosto pesante piuttosto traumatico
piuttosto distruttivo
'in te il tema della bugia e della verità è molto frequente. Come mai? '
e io che né so.
'perché la gente ti frega.
Vuole sempre qualcosa in cambio. L'uomo vuole sesso e la donna bè.. qualcosa vuole sempre anche la donna.
Bisogna sempre aspettarsi delle bugie dagli altri.
E scoprire la verità in base ai loro errori. '
'quindi nessuno è credibile? '
'Bè no! '
'Ora mi rendo conto che deve essere doloroso vedere bugie ovunque. Nessuno è più credibile. Ora si capisce perché non ti senti mai amata '
SBAM
'Però sai che le persone non sono così? Quando un rapporto finisce non significa che tutto quello che c'è stato prima sia una menzogna. Anche il nostro rapporto finirà ma questo non significa che io non ci tenga. '
ora non so se voi fantasmi la pensiate come me ma io sono CONVINTA che lei non ci tenga
Nel senso io sono una paziente per di più una paziente NOIOSA
Paziente e niente di più
Magari le sto pure antipatica.
il fatto è che sono sola.
in un mondo di bugiardi in un mondo che non vuole chi non da nulla in cambio
un mondo che vuole sempre qualcosa.
un mondo che ti uccide ogni giorno
e in tutta questa merda ci sono anche io che gioco a questo gioco maledetto.
(SOPRAV)vivendo come posso circondandomi di bugie
creando un mondo di bugie che mi scavano l'anima ma a cui non posso fare a meno.
sono la causa del mio male.
Estirpatemi da me stessa.
sono io stesa il mio cancro.
Non sono guaribile
Non sono normale non potrò mai esserlo.
sto scrivendo dal telefono e sono molto negata.
Quindi qui sotto ci sono frasi che non riesco a cancellare.
tutto quello che dtavolta pimae ai
mercoledì 19 febbraio 2014
9. Un Mondo Ovattato
Buongiorno fantasmi.
Sono a Torino.
E sono a casa.
Perchè non mi sento bene.
Ieri sera sono uscita e mi sa che mi sono presa u malanno.
Vabb CHISSENEFREGA.
Scrivo perchè sono terrorizzata.
Ho paura di questa nuova città.
Sono con G. a casa.
Alla fine l'abbiamo presa insieme.
Il problema è che non ho i miei spazi.
Sembra una stupidata ma vorrei mettermi al computer e guardarmi i miei video malati senza dover avere l'ansia.
Quali sono i miei video malati?
Video di ragazze splendide che sono arrivate al peso che volevano.
E di certo G. non condivide questa mia ossessione.
Oppure non posso mettermi davanti allo specchio e affondare una lametta nella mia schifosa pelle.
E poi in casa ci sono i biscotti.
E io non posso avere a casa i biscotti.
Per me è una sorta di incubo il frigo e la credenza piena.
Per me è difficile avere il pane in casa.
NON lo voglio mangiare.
Sembra una stupidata.
Sembrano tutte stupidate.
Ma per una ragazza con i miei problemi di controllo non è facile tutto ciò.
Buona giornata fantasmi
Sono a Torino.
E sono a casa.
Perchè non mi sento bene.
Ieri sera sono uscita e mi sa che mi sono presa u malanno.
Vabb CHISSENEFREGA.
Scrivo perchè sono terrorizzata.
Ho paura di questa nuova città.
Sono con G. a casa.
Alla fine l'abbiamo presa insieme.
Il problema è che non ho i miei spazi.
Sembra una stupidata ma vorrei mettermi al computer e guardarmi i miei video malati senza dover avere l'ansia.
Quali sono i miei video malati?
Video di ragazze splendide che sono arrivate al peso che volevano.
E di certo G. non condivide questa mia ossessione.
Oppure non posso mettermi davanti allo specchio e affondare una lametta nella mia schifosa pelle.
E poi in casa ci sono i biscotti.
E io non posso avere a casa i biscotti.
Per me è una sorta di incubo il frigo e la credenza piena.
Per me è difficile avere il pane in casa.
NON lo voglio mangiare.
Sembra una stupidata.
Sembrano tutte stupidate.
Ma per una ragazza con i miei problemi di controllo non è facile tutto ciò.
Buona giornata fantasmi
lunedì 10 febbraio 2014
8. Mio peccato. Anima mia.
Si ho detto di avere un altro blog.
SI ho un altro blog.
Ma stasera pensavo..
Già non so mai se passate, se poi cambio blog.
Bè sarei sempre più sola.
Quindi copierò questo post nell'altro blog.
Comunque.
Vi scrivo per un motivo.
Ricordi.
Ricordo quando avevo 14 anni.
Ricordo il modo in cui mi mostravo.
Il modo in cui non mi mostravo.
Ricordo il mio ammiccare dolcemente.
Ricordo i miei movimenti maliziosi.
Ricordo le risate.
E ricordo quegli sguardi.
Uomini.
Uomini che mi desiderano.
Uomini che desiderano il mio corpo non ancora del tutto maturo.
Ricordo che mi chiamava Lolita.
Ricordo che mi diceva che per me prima o poi sarebbe impazzito.
Oppure sarebbe finito in galera.
Ricordo quando mi toccava.
Quando respirava il mio profumo.
Ricordo quel collega che al corso fatto a La Spezia.
Mi toccava il ginocchio.
Ricordo quando mi ha portata in quel bagno e mi ha sbattuta al muro.
Ricordo che lo guardavo come se lo desiderassi.
Ricordo i movimenti che facevo.
Non li studiavo ma mi rendevo conto che abbassandomi quel centimetro di più si poteva intravedere il reggiseno.
Che mettendo in bocca una penna potevo suscitare fantasie erotiche.
Che per raccogliere qualcosa da terra esistevano modi meno volgari e più provocanti che piegarsi a 90 con il culo di fuori.
Ricordo che aveva una moglie.
Ricordo che l'odiavo.
Ricordo l'istruttore di guida che mi tirava su la spallina del reggiseno.
Ricordo l'invito fuori.
Ricordo come si stringeva le mani quando entravo in macchina con i pantaloni corti e i capelli arruffati.
Si era una piccola schifosa Lolita.
Amavo ed odiavo essere guardata e desiderata.
E ricordo il mio capo al lavoro.
Con le sue lusinghe.
E ricordo quel ragazzo in palestra certamente più grande di me
Coni suoi occhi fissi.
E ricordo A.
La sua voglia di toccarmi e il mio scivolare via dalle sue mani.
E più ripenso a tutto questo.
Più mi rendo conto che sono sempre stata sporca.
Più mi rendo conto che non mi merito G.
Più mi rendo conto di essere sbagliata.
Schifosamente sbagliata.
Buonanotte fantasmi.
SI ho un altro blog.
Ma stasera pensavo..
Già non so mai se passate, se poi cambio blog.
Bè sarei sempre più sola.
Quindi copierò questo post nell'altro blog.
Comunque.
Vi scrivo per un motivo.
Ricordi.
Ricordo quando avevo 14 anni.
Ricordo il modo in cui mi mostravo.
Il modo in cui non mi mostravo.
Ricordo il mio ammiccare dolcemente.
Ricordo i miei movimenti maliziosi.
Ricordo le risate.
E ricordo quegli sguardi.
Uomini.
Uomini che mi desiderano.
Uomini che desiderano il mio corpo non ancora del tutto maturo.
Ricordo che mi chiamava Lolita.
Ricordo che mi diceva che per me prima o poi sarebbe impazzito.
Oppure sarebbe finito in galera.
Ricordo quando mi toccava.
Quando respirava il mio profumo.
Ricordo quel collega che al corso fatto a La Spezia.
Mi toccava il ginocchio.
Ricordo quando mi ha portata in quel bagno e mi ha sbattuta al muro.
Ricordo che lo guardavo come se lo desiderassi.
Ricordo i movimenti che facevo.
Non li studiavo ma mi rendevo conto che abbassandomi quel centimetro di più si poteva intravedere il reggiseno.
Che mettendo in bocca una penna potevo suscitare fantasie erotiche.
Che per raccogliere qualcosa da terra esistevano modi meno volgari e più provocanti che piegarsi a 90 con il culo di fuori.
Ricordo che aveva una moglie.
Ricordo che l'odiavo.
Ricordo l'istruttore di guida che mi tirava su la spallina del reggiseno.
Ricordo l'invito fuori.
Ricordo come si stringeva le mani quando entravo in macchina con i pantaloni corti e i capelli arruffati.
Si era una piccola schifosa Lolita.
Amavo ed odiavo essere guardata e desiderata.
E ricordo il mio capo al lavoro.
Con le sue lusinghe.
E ricordo quel ragazzo in palestra certamente più grande di me
Coni suoi occhi fissi.
E ricordo A.
La sua voglia di toccarmi e il mio scivolare via dalle sue mani.
E più ripenso a tutto questo.
Più mi rendo conto che sono sempre stata sporca.
Più mi rendo conto che non mi merito G.
Più mi rendo conto di essere sbagliata.
Schifosamente sbagliata.
Buonanotte fantasmi.
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