martedì 15 aprile 2014

11. E così bella..chissà se smetterà.

Molto che non scrivo.
Ma non credo di esservi mancata.
Non credo qualcuno abbia notato la mia assenza.
Sono giorni strani questi.
Tra poco è Pasqua e tornerò a casa.
E sinceramente un pò non vedo l'ora.
Verrà anche G.
Qui a Torino va.
Nonva bene.
Ma non va neanche male.
La città mi piace.
C'è una cosa che mi fa particolarmente star bene.
Ci sono attimi in cui riesco a tornar bambina.
Uno scorcio sul parco.
Un albero.
Un fiore.
La luce nel parco.
Una formica.
Ed eccomi lì a giocare con la terra e parlare con le fate.
Era un bel gioco quello.
Mi rifugiavo in un modo in cui ero almeno un pò speciale.
In cui qualcuno giocava con me.
In un mondo in cui non ero sola.
E allora ogni albero diventava l'entrata del mio regno.
Ogni foglia era un indizio che i miei genitori elfi mi stavano cercando.
Ogni pietra un pò particolare era un amuleto da usare contro i cattivi.
E me lo ricordo bene quel mondo.
Mi ricordo i profumi
I suoni.
La vita in quel piccolo pezzetto di cielo che poi era la mia ancora di salvezza.
Mi manca un pò.
Ora non posso tornare in quel posto e stare bene.
Ora devo stare in questa casa su questi libri
a cercare lavoro
A studiare
e a fare quello che devo fare.
E allora la sera prendo il tabacco.
Con un pezzo di carta faccio un bel filtro a M
Due cartine corte
E un pò della mia nuova ancora di salvezza.
La porta per poter scorgere da lontano quel mondo incantato in cui stavo bene.
C'è solo una paura che mi tormenta.
Non ne uscirò più.
Ah.
Il mio peso è a puttane.

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